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Pelle asfittica

Come dice il nome, che viene dal greco asphyktos “senza battito”, è la pelle “che non respira”. Opaca, totalmente priva di luminosità, è caratterizzata anche dalla presenza, soprattutto su fronte, zigomi, guancia e naso, di pori dilatati, di comedoni (punti bianchi e o punti neri) e di microcisti (minuscole raccolte, della dimensione massima di una capocchia di spillo, di sebo e di cheratina).

Segni tipici
La pelle diviene “asfittica” quasi esclusivamente nelle donne; all’inizio, ciò che più frequentemente si lamenta è la secchezza (in realtà, la cute tende sostanzialmente, misteriosamente, a mostrarsi grassa), insieme con mancanza di tono e colore. Il viso viene allora idratato e nutrito, e …il disturbo si aggrava. D’altra arte, se non continuamente cosparsa di \creme, questa pelle asfittica “tira” e da fastidio. Le guance risultano molto più disidratate del resto. In pratica, la cute è “seborroica sotto e secca in superficie”.

Cause principali
Non esiste la dermatosi “pelle asfittica”: questa è infatti una cute mista, o grassa, trattata e curata in modo sbagliato. Se si continua l’applicazione di creme idratanti o nutrienti troppo untuose, ricche, la pelle, che già produce quantità più che sufficienti di sebo, finisce, appunto, con l’asfissiarsi, con il fare “indigestione” di nutrimento esterno, si ribella, manifestando la tipica secchezza di superficie: sebo e cheratina in eccesso si raccolgono nei pori. Il guaio, tuttavia. Può anche essere dovuto a un’inadatta detersione, o a uno scarso apporto di nutrienti, di vitamine, di minerali, insomma di sostanze vitali, “dall’interno”. Talora si associa a disturbi del sistema gastroenterico (cattiva digestione, malassorbimento, stitichezza, diarrea, eccetera).

Igiene e cosmesi
Nell’igiene e nella cura cosmetica della pelle “asfittica” vanno osservate due fasi distinte: nella prima, occorre riportare la cute all’equilibrio; nella seconda, stabilizzarne la nuova condizione. Il mezzo più rapido per riequilibrare il nostro organismo dopo un’indigestione è il digiuno. Lo stesso vale per la pelle. L’”indigestione” di cosmetici e creme nutrienti è, come si è detto, una delle cause fondamentali dell’asfissia cutanea.
Può essere utile iniziare la terapia con una pulizia del viso per opera di una brava estetista (la quale non vi farà uscire dalla cabina arrossate e/o cianotiche). La detersione, poi, va effettuata mattina  e sera con acqua e sapone , o mousse detergente, o acqua micellare detergente. Importante sciacquare e asportare il detergente, massaggiando in modo delicato specie i primi tempi, con il pannetto in microfibra per viso. Prima del sapone, togliere magari il trucco ( o massaggiare il viso, per ammorbidirlo) con un latte detergente ecodermocompatibile quindi non a base di molecole siliconiche o paraffine o olio minerale. Non bisogna assolutamente preoccuparsi se, nei primi tempi, il lavaggio con sapone fa “tirare” la pelle: a poco a poco il fenomeno si affievolirà fino a scomparire (e una detersione così non porta ad alcun invecchiamento precoce, anzi una buona detersione è davvero la base di una pelle giovane, sana, compatta).
Il tonico non è necessario. Ma se lo si desidera, sceglierne uno non alcolico a base di estratti botanici leniti, o probiotici riequilibranti il biofilm cutaneo.  Al mattino, la cute va idratata con cosmetici assolutamente privi di grassi, sempre senza preoccuparsi se la pelle “tira”. L’ideale, alla sera, è un trattamento a base di alfaidrossiacidi, o/e retinolo, o/e acido salicilico: poiché all’inizio può irritare, meglio applicarne una piccola quantità una o al massimo due volte la settimana soltanto, alternandolo a una crema idratante-riequilibrante poco o per niente grassa, e senza siliconi o paraffine (o con siliconi in bassa quantitatà, quindi con ciclometicone, dimeticone, siloxane, etc, nella seconda metà dell’INCI). Come trucco, ricorrere a fondotinta fluidi molto leggeri o, possibilmente, a ciprie in polvere. Attenzione agli scrub: non devono essere aggressivi, ed eseguiti non più spesso di una due volte la settimana.

Terapia
Il dermatologo potrà farvi – secondo necessità – peeling leggeri,  e prescivervi i preparati più attivi da utilizzare a casa.
Come terapia interna, è invece necessario scovare e correggere gli eventuali squilibri dell’organismo in generale (ma questo è compito del medico).

Integrazione alimentare e nutrizione
Vitamine utili, da assumere a cicli, sono la A (o carotenoidi come beta carotene, luteina, licopeni) e la E (iniziare con bassi dosaggi), quelle del gruppo B. Anche i probiotici aiutano, assunto a cicli di un paio di mesi, inoltre integratori a base di Omega 3-6-9. La dieta dev’essere la più variata possibile, ricca di alimenti crudi e freschi (evitare quelli stracotti, conservati, confezionati, che hanno perso perciò una gran parte dei nutrienti e delle vitamine). Né deve mancare un adeguato apporto di olio d’oliva, crudo ed extra-vergine, e di burro fresco. Molto pesce (salmone, pesce azzurro), qualche noce e mandorla, pasta e riso e altri cereali conditi con verdura fresca, erbe aromatiche, olio.

Avete certamente questa pelle se…
•    Il vostro viso vi appare spento
•    Pur essendo disidratata in superficie, la cute presenta piccole raccolte di sebo (cisti), soprattutto su guance e zigomi, e punti bianchi e punti neri sul naso e sul mento.
•    Non applicandovi creme idratanti o nutrienti, la pelle “tira” e da fastidio; ma più ne applicate, peggiore è il suo aspetto.
•    La pelle non “tiene” o “tiene” poco, il trucco
•    Tendete a truccarvi molto o a essere costantemente abbronzate, per nascondere il colorito grigiastro o giallognolo.